usbergo

[u-ʃbèr-go]
In sintesi
corazza usata nel Medioevo per proteggere collo e busto; protezione, difesa
← dal provenz. ant. ausberc, che è dal francone halsberg, propr. ‘protezione del collo’.
1
ST Armatura di maglia d'acciaio dei cavalieri medievali, lunga fino al polpaccio, con maniche e cappuccio, in seguito limitata al busto o anche solo al collo || estens., lett. Corazza, armatura
2
fig., lett. Difesa ferrea, protezione: ei si fa, contro a i mali, / de la costanza sua scudo ed u. (Parini)

Citazioni
5 Lo imperator gli vidde alla costiera, Dico e Pagani e il re Marsilione, A benché allora non sapea chi egli era; Pur fece presto a ciò provisione. Subitamente fece una gran schiera De cavallieri arditi e gente bone; Ove gli trova, senza altro riguardo Tutti gli aduna intorno al suo stendardo. 6 Poi mosse Carlo questa compagnia, Sopra a un destriero a terra copertato; Per quel furor la terra sbigotia, Tamburi e trombe suonan da ogni lato. Marsilio d’altra parte anco vien via, Ma son davanti, come io ve ho contato, Il franco Feraguto e Rodamonte; E duo de’ nostri a lor scontrarno a fronte, 7 Il conte Gano e lo ongaro Otachiero, Contra di lor spronando a gran baldanza; E Rodamonte, che gionse primero, Scontrò nel scudo al conte di Maganza. Tutto il fraccassa il saracino altiero, E usbergo e ‘l fianco passa con la lanza. Turpino il dice, ed io da lui lo scrivo, Che Satanasso alor lo tenne vivo. 8 Questo servizio allor gli fie’ di certo, Per far dapoi dell’anima più straccio. Or Feraguto, il cavalliero esperto, Ben dette ad Otachier più presto spaccio; Usbergo e scudo tutto gli ebbe aperto, Dietro a le spalle andò di lancia un braccio. Caderno entrambi a grave disconforto: L’un mezo è vivo, e l’altro al tutto morto. Op� Grande biblioteca della letteratura italiana  ACTA   G. D’Anna   Thèsis   Zanichelli
Orlando Innamorato - Libro II di Matteo Maria Boiardo