umanesimo

[u-ma-né-ʃi-mo]
In sintesi
periodo in cui si rivalutano l'uomo e le sue capacità in contrapposizione all'oscurantismo medievale; concezione che esalta i valori umani; l'amore per i classici
← deriv. di umanista, con prob. influsso del ted. humanismus.
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ST Movimento culturale caratterizzato dal fervido rifiorire di studi e di ricerche delle antiche opere classiche e dalla rivalutazione dei valori terreni della storia e dell'esperienza umana, sorto in Italia, e da qui diffusosi in tutta Europa, verso la metà del Trecento e culminato nel Quattrocento || Culto del mondo classico in un determinato periodo storico, o da parte di un singolo autore, di una scuola e sim.: l'u. della seconda metà del Settecento; l'u. carducciano, del Pascoli || estens. Interesse per gli studi classici, per la filologia e sim. || Umanesimo volgare, tendenza, affermatasi nella seconda metà del Quattrocento, alla rivalutazione del volgare come lingua letteraria
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FILOS Concezione esistenziale o corrente spirituale basata sull'affermazione del ruolo dell'uomo, dei suoi valori, dei suoi diritti