truculento

[tru-cu-lèn-to]
In sintesi
truce, torvo, terribile; terrificante, violento
← dal lat. truculĕntu(m), deriv. di trŭx trŭcix ‘truce’.
1
Truce, feroce, spietato: un tiranno t. e sanguinario || estens. Torvo, minaccioso: aspetto t.; occhi, sguardi truculenti || scherz. Non guardarmi con quella faccia truculenta! || lett. Mare truculento, tempestoso, agitato
2
Di cosa, atroce, spaventoso, terrificante: truculenti delitti; uno spettacolo t. si presentò ai nostri occhi || Che contiene elementi di atrocità, di terrore esagerato e manierato al punto da apparire ingenuo e grottesco: drammoni truculenti; un film, un racconto t.

Citazioni
Op. Grande biblioteca della letteratura italiana  ACTA   G. D’Anna   Thèsis   Zanichelli Q Giuseppe Parini   Il Giorno (I redazione) 505 510 515 520 525 530 535 540 Armata alzar su l’innocente agnella, E sul placido bue: nè il truculento Cor gli piegàro i teneri belati Nè i pietosi mugiti nè le molli Lingue lambenti tortuosamente La man che il loro fato, ahimè, stringea”. Tal ei parla, o Signore; e sorge intanto Al suo pietoso favellar dagli occhi De la tua Dama dolce lagrimetta Pari a le stille tremule, brillanti Che a la nova stagion gemendo vanno Dai palmiti di Bacco entro commossi Al tiepido spirar de le prim’aure Fecondatrici. Or le sovviene il giorno, Ahi fero giorno! allor che la sua bella Vergine cuccia de le Grazie alunna, Giovenilmente vezzeggiando, il piede Villan del servo con l’eburneo dente Segnò di lieve nota: ed egli audace Con sacrilego piè lanciolla: e quella Tre volte rotolò; tre volte scosse Gli scompigliati peli, e da le molli Nari soffiò la polvere rodente. Indi i gemiti alzando: aita aita Parea dicesse; e da le aurate volte A lei l’impietosita Eco rispose: E dagl’infimi chiostri i mesti servi Asceser tutti; e da le somme stanze Le damigelle pallide tremanti Precipitàro. Accorse ognuno; il volto Fu spruzzato d’essenze a la tua Dama; Ella rinvenne alfin: l’ira, il dolore L’agitavano ancor; fulminei sguardi Gettò sul servo, e con languida voce Chiamò tre volte la sua cuccia: e questa Al sen le corse; in suo tenor vendetta Chieder sembrolle: e tu vendetta avesti
Il Giorno di Giuseppe Parini