transazione

[tran-sa-zió-ne]
In sintesi
accordo fra le parti di una controversia giuridica; accomodamento, aggiustamento
← dal lat. tardo transactiōne(m), deriv. di transāctus, part. pass. di transigĕre ‘transigere’.
1
Azione e risultato del transigere || Conciliazione, compromesso, patteggiamento: non ammetto transazioni coi disonesti; venire a t. con la propria coscienza, con il proprio onore
2
DIR Contratto mediante il quale le parti in conflitto d'interessi, con reciproche concessioni, pongono fine a una lite già cominciata o prevengono una lite che potrebbe sorgere: venire a una t.; accettiamo la proposta di t.
3
INFORM Fenomeno elementare trattato in un procedimento di elaborazione dei dati

Citazioni
cia, e ad uno statuto di buona economia ne’ quali è inibito ai comuni il condannare i rei più che in soldi otto per ogni eccesso. V’è un capitolo intitolato i Castelli, nel quale si rimanda chi ne cercasse notizia alle leggi sopra i Feudi. E finalmente vi è l’ultimo della locazione delle case, nel quale, con paterna provvidenza per la sicura abitazione dei sudditi, è stabilito che chi ha locazione minore d’anni cinquanta debba avere l’intimazione dello sfratto almeno un mese avanti allo spirar della stessa. Nel quale spazio di tempo egli possa provvedersi  per  altri  cinquant’anni;  e  che  il  Signore  gli  conceda  la  vita  di Matusalem, acciocché possa ripeterne molte di tali locazioni. Parrebbe ora affatto miracoloso questo Codice d’un centinaio di pagine che pon ordine a tante materie così disparate; ma i giureconsulti del Magnifico Parlamento ci trovarono tanta agevolezza che ebbero agio qua e là d’inframmettervi leggi e consigli sulle tutele, sulle curatele, sugli incanti, sui percussori ed inquietatori dei pubblici officiali, e di sancire a danno di questi la multa di soldi quarantotto se uomini, e di soldi ventiquattro se sono donne. Vi si contiene di più una tariffa pei periti patentati ed una buona ramanzina pei contadini che osassero carreggiare in giorni festivi. Savissima poi è la consuetudine seguita in tali Statuti di dar sempre ragione del partito preso; come allorquando dopo stabilito che le citazioni in luogo diverso cadenti nell’egual giorno debbano aver effetto l’una dopo l’altra in ragione d’anzianità, il legislatore soggiunse a motivo di questa sua disposizione: perché una persona non può contemporaneamente in più luoghi essere. I Codici moderni non sono tanto ragionevoli; essi vogliono perché vogliono; ma ciò non toglie che non debba esser lodata la piacevole ingenuità di quelli d’una volta. Il ministero del legale o del giudice parrebbe dover essere stato assai facile colla comodità di statuti tanto sommari. Ma c’era di mezzo un piccolo incaglio. Ove non disponevano le leggi provinciali s’intendeva aver vigore il Diritto veneto; e chi ha conoscenza solo del volume e della confusione di questo, può intender di leggieri come ne fossero intralciate le transazioni forensi. Per giunta v’aveano le consuetudini; ed ultimo capitava a imbrogliar la matassa il Diritto feudale, il quale mescolato colle altre leggi e disposizioni, in un paese ingombro di giurisdizioni e di castelli, finiva col trovar sempre quel posto che ha l’olio mescolato col vino. Gl’infiniti dissesti prodotti nell’amministrazione della giustizia dall’arbitrario attraversarsi di tante leggi e di tanti codici, impietosirono gli animi della Serenissima Signoria, la quale s’accinse a ripararvi colla missione in
Le Confessioni di un italiano - Parte I di Ippolito Nievo