tassativo

[tas-sa-tì-vo]
In sintesi
perentorio, inderogabile, categorico
← deriv. di tassare.
agg.

Che stabilisce in maniera categorica e inderogabile: un ordine t. SIN. perentorio, imperativo, categorico CONT. indeterminato, aleatorio

Citazioni
“Fate luogo voi,” rispose Lodovico. “La diritta è mia.” “Co’ vostri pari, è sempre mia.” “Sì, se l’arroganza de’ vostri pari fosse legge per i pari miei.” I bravi dell’uno e dell’altro eran rimasti fermi, ciascuno dietro il suo padrone, guardandosi in cagnesco, con le mani alle daghe, preparati alla battaglia. La gente che arrivava di qua e di là, si teneva in distanza, a osservare il fatto; e la presenza di quegli spettatori animava sempre più il puntiglio de’ contendenti. “Nel mezzo, vile meccanico; o ch’io t’insegno una volta come si tratta co’ gentiluomini.” “Voi mentite ch’io sia vile.” “Tu menti ch’io abbia mentito.” Questa risposta era di prammatica. “E, se tu fossi cavaliere, come son io,” aggiunse quel signore, “ti vorrei far vedere, con la spada e con la cappa, che il mentitore sei tu.” “È un buon pretesto per dispensarvi di sostener co’ fatti l’insolenza delle vostre parole.” “Gettate nel fango questo ribaldo,” disse il gentiluomo, voltandosi a’ suoi. “Vediamo!” disse Lodovico, dando subitamente un passo indietro, e mettendo mano alla spada. “Temerario!” gridò l’altro, sfoderando la sua: “io spezzerò questa, quando sarà macchiata del tuo vil sangue.” Così s’avventarono l’uno all’altro; i servitori delle due parti si slanciarono alla difesa de’ loro padroni. Il combattimento era disuguale, e per il numero, e anche perché Lodovico mirava piuttosto a scansare i colpi, e a disarmare il nemico, che ad ucciderlo; ma questo voleva la morte di lui, a ogni costo. Lodovico aveva già ricevuta al braccio sinistro una pugnalata d’un bravo, e una sgraffiatura leggiera in una guancia, e il nemico principale gli piombava addosso per finirlo; quando Cristoforo, vedendo il suo padrone nell’estremo pericolo, andò col pugnale addosso al signore. Questo, rivolta tutta la sua ira contro di lui, lo passò con la spada. A quella vista, Lodovico, come fuor di sé, cacciò la sua nel ventre del feritore, il quale cadde moribondo, quasi a un punto col povero Cristoforo. I bravi del gentiluomo, visto ch’era finita, si diedero alla fuga, malconci: quelli di Lodovico, tartassati e sfregiati anche loro, non essendovi più a chi dare, e non volendo trovarsi impicciati nella gente, che già accorreva, scantonarono dall’altra parte: e 51 Op. Grande biblioteca della letteratura italiana  ACTA   G. D’Anna   Thèsis   Zanichelli
I promessi sposi - Parte I di Alessandro Manzoni