sciamare

[scia-mà-re]
sciàmo
In sintesi
migrare dall'alveare e andare a costituire una nuova colonia; allontanarsi in massa da un luogo verso altra direzione
← deriv. di sciame.
1
Delle api o di altri insetti, uscire in sciame dall'alveare, dal nido, per fondare altrove una nuova colonia
2
fig. Di persone, allontanarsi in gruppo da un luogo per trasferirsi altrove || Allontanarsi in gran numero, prendendo direzioni diverse: una gran folla sciamò dal teatro

Citazioni
loro accanto, mentre usciva, e quelle venivano avanti, poté dar loro d’occhio, per accennare ch’era contento di loro, e che continuassero, da brave, a non dir nulla. Dopo le prime accoglienze da una parte, e i primi inchini dall’altra, Agnese si cavò di seno la lettera, e la presentò al cardinale, dicendo: “è della signora donna Prassede, la quale dice che conosce molto vossignoria illustrissima, monsignore; come naturalmente, tra loro signori grandi, si devon conoscer tutti. Quand’avrà letto, vedrà”. “Bene,” disse Federigo, letto che ebbe, e ricavato il sugo del senso da’ fiori di don Ferrante. Conosceva quella casa quanto bastasse per esser certo che Lucia c’era invitata con buona intenzione, e che lì sarebbe sicura dall’insidie e dalla violenza del suo persecutore. Che concetto avesse della testa di donna Prassede, non n’abbiam notizia positiva. Probabilmente, non era quella la persona che avrebbe scelta a un tal intento; ma, come abbiam detto o fatto intendere altrove, non era suo costume di disfar le cose che non toccavano a lui, per rifarle meglio. “Prendete in pace anche questa separazione, e l’incertezza in cui vi trovate,” soggiunse poi: “confidate che sia per finir presto, e che il Signore voglia guidar le cose a quel termine a cui pare che le avesse indirizzate; ma tenete per certo che quello che vorrà Lui, sarà il meglio per voi.” Diede a Lucia in particolare qualche altro ricordo amorevole; qualche altro conforto a tutt’e due; le benedisse, e le lasciò andare. Appena fuori, si trovarono addosso uno sciame d’amici e d’amiche, tutto il comune, si può dire, che le aspettava, e le condusse a casa, come in trionfo. Era tra tutte quelle donne una gara di congratularsi, di compiangere, di domandare; e tutte esclamavano dal dispiacere, sentendo che Lucia se n’anderebbe il giorno dopo. Gli uomini gareggiavano nell’offrir servizi; ognuno voleva star quella notte a far la guardia alla casetta. Sul qual fatto, il nostro anonimo credé bene di formare un proverbio: volete aver molti in aiuto? cercate di non averne bisogno. Tante accoglienze confondevano e sbalordivano Lucia: Agnese non s’imbrogliava così per poco. Ma in sostanza fecero bene anche a Lucia, distraendola alquanto da’ pensieri e dalle rimembranze che, pur troppo, anche in mezzo al frastono, le si risvegliavano, su quell’uscio, in quelle stanzucce, alla vista d’ogni oggetto. Al tocco della campana che annunziava vicino il cominciar delle funzioni, tutti si mossero verso la chiesa, e fu per le nostre donne un’altra passeggiata trionfale. Op. Grande biblioteca della letteratura italiana  ACTA   G. D’Anna   Thèsis   Zanichelli
I promessi sposi - Parte II di Alessandro Manzoni
un atomo d’un altro atomo scisso 150 in mille nulla, a mezzo il dì, da un canto guardi la Terra come un occhio fisso; e venga, e sembri come un elianto, la notte, e il giorno, come luna piena; e la Terra alzi il cupo ultimo pianto; 155 e sotto il nuovo Sole che balena nella notte non più notte, risplenda la Terra, come una deserta arena; e Sole avanzi contro Sole, e prenda già mezzo il cielo, e come un cielo immenso 160 su noi discenda, e tutto in lui discenda... Io guardo là dove biancheggia un denso sciame di mondi, quanti atomi a volo sono in un raggio: alla Galassia: e penso: O Sole, eterno tu non sei — né solo! — 165 Anima nostra! fanciulletto mesto! nostro buono malato fanciulletto, che non t’addormi, s’altri non è desto! felice, se vicina al bianco letto s’indugia la tua madre che conduce 170 la tua manina dalla fronte al petto; contento almeno, se per te traluce l’uscio da canto, e tu senti il respiro uguale della madre tua che cuce; il respiro o il sospiro; anche il sospiro; 175 o almeno che tu oda uno in faccende per casa, o almeno per le strade a giro; Op. Grande biblioteca della letteratura italiana  ACTA   G. D’Anna   Thèsis   Zanichelli
Canti di Castelvecchio di Giovanni Pascoli