scandagliare

[scan-da-glià-re]
In sintesi
misurare la profondità dell'acqua del mare; esplorare in profondità, indagare
1
Misurare la profondità delle acque marine, lacustri o fluviali per mezzo dello scandaglio: alcune navi scandagliano i fondali dell'oceano per la posa di cavi telefonici e telegrafici
2
estens. Esplorare, ricercare, saggiare, investigare al di sotto di una superficie con mezzi o strumenti adatti: s. un terreno, uno strato di rocce; s. il fiume alla ricerca di un relitto
3
fig. Indagare, cercare di conoscere: s. l'opinione, le idee di qualcuno; s. la veridicità dei fatti SIN. tastare
4
ant. Calcolare con esattezza pesi o misure; verificare, controllare

Citazioni
Io vi dico, e vi ho detto altre volte, che il maggior maestro per insegnare a conoscere i sofismi e paralogismi ed altre fallacie è stato Aristotile, il quale in questa parte non si può mai esser ingannato. Voi l’avete pur con Aristotile, che non può parlare; ed io vi dico che se Aristotile fosse qui, e’ rimarrebbe da noi persuaso, o sciorrebbe le nostre ragioni e con altre migliori persuaderebbe noi. Ma che? voi medesimo nel sentir recitar l’esperienze dell’artiglierie, non l’avete voi conosciute ed ammirate e confessate più concludenti di quelle d’Aristotile? con tutto ciò non sento che ‘l signor Salviati, il quale le ha prodotte e sicuramente esaminate e scandagliate puntualissimamente, confessi d’esser persuaso da quelle, né meno  da  altre  di  maggiore  efficacia  ancora,  che  egli  accenna  d’esser  per farci sentire. E non so con che fondamento voi vogliate riprender la natura, come quella che per la molta età sia imbarbogita ed abbia dimenticato a produrre ingegni specolativi, né sappia farne più se non di quelli che, facendosi mancipii d’Aristotile, abbiano a intender col suo cervello e sentir co i suoi sensi. Ma sentiamo ilrimanente delle ragioni favorevoli alla sua opinione, per venir poi al lor cimento, coppellandole e ponderandole con la bilancia del saggiatore. Prima  che  proceder  più  oltre,  devo  dire  al  signor  Sagredo  che  in  questi nostri discorsi fo da copernichista, e lo imito quasi sua maschera, ma quello che internamente abbiano in me operato le ragioni che par ch’io produca in suo favore, non voglio che voi lo giudichiate dal mio parlare mentre siamo nel fervor della rappresentazione della favola, ma dopo che avrò deposto l’abito, che forse mi troverete diverso da quello che mi vedete in scena. Ora seguitiamo avanti. Produce Tolomeo ed i suoi seguaci un’altra esperienza, simile a quella de i proietti, ed è delle cose che separate dalla Terra, lungamente si trattengono per aria, quali sono le nugole e gli uccelli volanti; e come che di quelle non si può dir che sieno portate dalla Terra, non essendo a lei aderenti, non par possibile ch’elle possin seguire la velocità di quella, anzi dovrebbe parere a noi che tutte velocissimamente si movessero verso occidente;  e  se  noi,  portati  dalla  Terra,  passiamo  il  nostro  parallelo  in vintiquattr’ore, che pure è almeno sedici mila miglia, come potranno gli uccelli tener dietro a un tanto corso? dove, all’incontro, senza veruna sensibil differenza gli vediamo volar tanto verso levante quanto verso occidente e verso qualsivoglia parte. Oltre a ciò, se mentre corriamo a cavallo sentiamo assai gagliardamente ferirci il volto dall’aria, qual vento dovremmo noi perpeOp. Grande biblioteca della letteratura italiana  ACTA   G. D’Anna   Thèsis   Zanichelli
Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo di Galileo Galilei