ricusare

[ri-cu-ʃà-re]
In sintesi
non volere, non accettare; rifiutarsi, non acconsentire
← dal lat. recusāre, deriv. di cāusa ‘causa’; cfr. accusare, scusare.

A
v.tr.

1
Non accettare, non volere, respingere, rifiutare: ricusò l'invito; il malato ha ricusato il cibo; ricusò ostinatamente di rispondere; ricusai di vederlo
2
DIR In un processo, richiedere la sostituzione di un funzionario giudiziario: una delle parti ha ricusato il giudice
3
MAR Di vento, essere insufficiente, non consentire di manovrare la vela || Di nave, non riuscire a virare di bordo per mancanza di vento
4
ant. Ricusare battaglia, riuscire a evitarla, non accettarla

B
v.intr. pr

ricusàrsi non com. Non acconsentire, rifiutarsi: si ricusò di riceverlo

Citazioni
dalle foglie del mio albero. Di sentire il mormorio di quel fonte vivo forse vi  verrà  fatto,  perch’io  fui  già  converso  in  un  fonte,  non  d’alcuno  degli antichi dèi, ma dal nostro fra Mariano, e da indi in qua mai non m’è mancata l’acqua.” Allor ognun cominciò a ridere, perché questa piacevolezza, di che messer Bernardo intendeva, essendo intervenuta in Roma alla presenzia di Galeotto cardinale di San Pietro ad Vincula, a tutti era notissima. XLV Cessato il riso, disse la signora Emilia: “Lasciate voi adesso il farci ridere con l’operar le facezie ed a noi insegnate come l’abbiamo ad usare e donde si cavino, e tutto quello che sopra questa materia voi conoscete. E per  non  perder  più  tempo  cominciate  omai.”  “Dubito,”  disse  messer Bernardo, “che l’ora sia tarda; ed acciò che ‘l mio parlar di facezie non sia infaceto e fastidioso, forse bon sarà differirlo insino a dimani.” Quivi sùbito risposero molti non essere ancor, né a gran pezza, l’ora consueta di dar fine al ragionare. Allora rivoltandosi messer Bernardo alla signora Duchessa ed alla signora Emilia, “Io non voglio fuggir,” disse, “questa fatica; bench’io, come soglio maravigliarmi dell’audacia di color che osano cantar alla viola in presenzia del nostro Iacomo Sansecondo, così non devrei in presenzia d’auditori che molto meglio intendon quello che io ho a dire che io stesso, ragionar delle facezie. Pur, per non dar causa ad alcuno di questi signori di ricusar cosa che imposta loro sia, dirò quanto più brevemente mi sarà possibile ciò che mi occorre circa le cose che movono il riso; il qual tanto a noi è proprio, a che per descriver l’omo si suol dir che egli è un animal risibile; perché questo riso solamente negli omini si vede ed è quasi sempre testimonio d’una certa ilarità che dentro si sente nell’animo, il qual da natura è tirato al piacere ed appetisce il riposo e ‘l recrearsi; onde veggiamo molte cose dagli omini ritrovate per questo effetto, come le feste e tante varie sorti di  spettaculi.  E  perché  noi  amiamo  que’  che  son  causa  di  tal  nostra recreazione, usavano i re antichi, i Romani, gli Ateniesi e molt’altri, per acquistar la benivolenzia dei populi e pascer gli occhi e gli animi della moltitudine, far magni teatri ed altri publici edifizi; ed ivi mostrar novi giochi, corsi di cavalli e di carrette, combattimenti, strani animali, comedie, tragedie e moresche; né da tal vista erano alieni i severi filosofi, che spesso e coi spettaculi di tal sorte e conviti rilassavano gli animi affaticati in quegli alti
Il Libro del Cortegiano di Baldassare Castiglione