peculiare

[pe-cu-lià-re]
In sintesi
caratteristico di una certa persona o cosa; proprio, speciale
← dal lat. peculiāre(m), deriv. di peculĭum ‘patrimonio, sostanze’; cfr. peculio.
agg.
(pl. -ri)

Che è proprio, particolare di un determinato soggetto: caratteri peculiari di un fenomeno; le peculiari proprietà di una sostanza chimica || Caratteristico: detesto il suo p. atteggiamento di distacco; è un accessorio p. del suo abbigliamento SIN. singolare

Citazioni
“Vedete voi, signor Morello, che quelli che amano queste cose, se non son giovani, si studiano d’apparere; e però si tingono i capelli e fannosi la barba due volte la settimana; e ciò procede che la natura tacitamente loro dice che tali cose non si convengono se non a’ giovani.” Risero tutte le donne, perché ciascuna comprese che quelle parole toccavano al signor Morello; ed esso parve che un poco se ne turbasse. XV “Ma sono ben degli altri intertenimenti con donne,” suggiunse sùbito messer Federico, “che si convengono ai vecchi.” “E quali?” disse el signor Morello; “dir le favole?” “E questo ancor,” rispose messer Federico. “Ma ogni  età,  come  sapete,  porta  seco  i  suoi  pensieri  ed  ha  qualche  peculiar virtù e qualche peculiar vicio; ché i vecchi, come che siano ordinariamente prudenti più che i giovani, più continenti e più sagaci, sono anco poi più parlatori, avari, difficili, timidi; sempre cridano in casa, asperi ai figlioli, vogliono che ognun faccia a modo loro; e per contrario i giovani, animosi, liberali, sinceri, ma pronti alle risse, volubili, che amano e disamano in un punto, dati a tutti i lor piaceri, nimici a chi lor ricorda il bene. Ma di tutte le età la virile è più temperata, che già ha lassato le parti male della gioventù ed ancor non è pervenuta a quelle della vecchiezza. Questi adunque, posti quasi nelle estremità, bisogna che con la ragion sappiano correggere i vicii che la natura porge. Però deono i vecchi guardarse dal molto laudar se stessi e dall’altre cose viciose che avemo detto esser loro proprie, e valersi di quella prudenzia e cognizion che per lungo uso avranno acquistata, ed esser quasi oraculi a cui ognun vada per consiglio, ed aver grazia in dir quelle cose che sanno, accommodatamente ai propositi, accompagnando la gravità degli anni con una certa temperata e faceta piacevolezza. In questo modo saranno boni cortegiani ed interterrannosi bene con omini e con donne ed in ogni tempo saranno gratissimi, senza cantare o danzare; e quando occorrerà il bisogno, mostreranno il valor loro nelle cose d’importanzia. XVI Questo medesimo rispetto e giudicio abbian i giovani, non già di tener lo stile dei vecchi, ché quello che all’uno conviene non converrebbe in tutto all’altro, e suolsi dir che ne’ giovani troppa saviezza è mal segno, ma Op. Grande biblioteca della letteratura italiana  ACTA   G. D’Anna   Thèsis   Zanichelli
Il Libro del Cortegiano di Baldassare Castiglione