magnate

[ma-gnà-te]
In sintesi
cittadino ricco e influente; personalità importante del mondo
← dal lat. tardo magnāte(m), deriv. di gnus ‘grande’.
1
Personalità potente, autorevole: i magnati dell'industria; un m. del petrolio
2
ST Nel Medioevo, membro di una famiglia, per lo più nobile e potente, influente nella vita politica del comune || In Ungheria e in Polonia, grande proprietario terriero

Citazioni
Le mie vittoriose aquile io voglio Piantar dove moriva il tuo Zamboni A i tre color pensando; e vo’ l’orgoglio De’ tuoi garzoni Pestar sì come il piè de’ miei cavalli Pesta il fien de’ tuoi campi. A Dio gradito, Empier di San Petronio io vo’ gli stalli Del lor nitrito. Vo’ il tuo vin pe’ miei prodi ed i sorrisi De le donne: a la mia staffa prostrati Ne la polvere io vo’ gli antichi visi De’ tuoi magnati.
Giambi ed epodi di Giosue Carducci
Odi, Bologna. Stride ampia la rossa Ala del foco su’ miei passi: l’ira Porto e il ferro ed il sal di Barbarossa: Sermide mira. — Lo stranier così disse. Ed un umìle Dolor prostrò per l’alte case il gramo Cuor de’ magnati. Ma la plebe vile Gridò: Moriamo. E tra ‘l fuoco e tra ‘l fumo e le faville E ‘l grandinar de la rovente scaglia Ti gittasti feroce in mezzo a i mille, Santa canaglia. Chi pari a te, se ne le piazze antiche De’ tuoi padri guerreggi? Al tuo furore, Sì come solchi di mature spiche Al mietitore, Cedon le file; e via per l’aria accesa La furia del rintocco ulula forte Contro i tamburi e in vetta d’ogni chiesa Canta la morte.
Giambi ed epodi di Giosue Carducci
pensieri che le producono e tanto le opere grandi della Natura m’allettano sempre alla maraviglia, che, s’io m’attentassi, non deriverei le mie metafore mai fuorchè da una montagna almeno. Solamente potrebbesi, con questo esempio del riccio, opporre alla magniloquenza francese – “Che il sublime consiste  più  nella  parola  che  nella  cosa.  Certo  è  che  l’oceano  ti  schiude un’interminabile scena alla mente; ma poichè Parigi giace tanto dentro terraferma, chi mai poteva aspettarsi ch’io per amor dell’esperimento corressi per cento e più miglia le poste? – certo che il mio barbiere non ci pensava. Il secchio d’acqua a fronte degl’immensi abissi fa pur la grama figura nell’orazione – ma si risponde: Ha un vantaggio – tu l’hai nello stanzino qui accanto; e puoi senz’altra noia sincerarti del riccio. Sia detto con candida verità e dopo l’esame spassionato della questione: L’elocuzione francese non attiene quanto promette. Parmi che i precisi e invariabili distintivi del nazionale carattere si ravvisino più in queste minuzie che ne’ gravissimi affari di stato, ne’ quali i magnati di tutti i popoli hanno dicitura e andatura sì indistintamente uniforme, ch’io per potermi scegliere più l’uno che l’altro di que’ signori non isborserei nove soldi. E c’è tanto voluto innanzi ch’io uscissi di mano al barbiere, che per quella sera io non poteva, in ora sì tarda, recare a madame de R*** la mia lettera.  Ma  quand’uno  è  bello  e  attillato  per  uscire  di  casa,  le  riflessioni sopraggiungono fuor di tempo – pigliai dunque ricordo del nome dell’hôtel de Modène dov’io m’era albergato, e m’avviai senza prefiggermi dove – Camminando, ci penserò. Capitolo 32 IL POLSO (PARIGI) Siate pur benedette, o lievissime cortesie! voi spianate il sentiero alla vita; voi gareggiando con la Bellezza e le Grazie che fanno alla prima occhiata germinare in petto l’amore, voi disserrate ospitalmente la porta al timido forestiero. – Di grazia, madame, favorisca di dirmi da che parte si va egli all’Opéra comique? – Volentierissimo, monsieur, mi diss’ella; e lasciò il suo lavoro da parte. Camminando, io aveva alla sfuggita spiato mezza dozzina di botteghe per discernere un viso il quale verosimilmente non si turbasse alla mia improvvisa domanda, finchè questo m’andò a genio, ed entrai.
Viaggio sentimentale di Yorick lungo la Francia e l’Italia di Ugo Foscolo