lunario

[lu-nà-rio]
In sintesi
calendario, almanacco dei mesi
1
Prospetto delle fasi lunari
2
Libretto contenente tutti i giorni dell'anno, le fasi lunari, le feste civili e religiose e le previsioni meteorologiche || fig. Fare lunari, fare castelli in aria || Perdere il lunario, perdere la ragione || Sbarcare il lunario, vivere con mezzi finanziari insufficienti ‖ dim. lunarìno; lunariétto; lunariùccio

Citazioni
«Sono la Doretta del cancelliere di Venchieredo»rispose la fanciulla. «Ah lei è la signora Doretta!»sclamò Leopardo che con una doppia voglia di guardarla se ne trovò doppiamente impedito per la confusione di averla trattata alle prime con poco rispetto. La giovinetta alzò gli occhi come per significare: «Sì, son proprio io quella, e non capisco perché se ne debba stupire.»Leopardo restrinse intorno al cuore tutta la riserva del suo coraggio per tornare alla carica; ma l’era così novizio lui nell’usanza delle interrogazioni, che non fu meraviglia se per la prima volta vi fece una mediocrissima figura. «N’è vero che fa molto caldo oggi?»riprese egli. «Un caldo da morire»rispose la Doretta. «Ma crede che continuerà?»domandò l’altro. «Eh,  secondo  i  lunari!»soggiunse  malignamente  la  fanciulla.  «Lo Schiesondice di sì, e il Strolic promette di no. «E lei mo cosa ne pronostica?»seguitò Leopardo andando di male in peggio. «Io per me sono indifferente!»rispose la fanciulla che cominciava a prender qualche sollazzo di quel dialogo. «Il piovano di  Venchieredo fa i tridui tanto per l’arsura che per la brina, e a me il pregare per questa o per quella non cresce minimamente l’incommodo. «Come è vivace e piacevole!»pensò Leopardo; e questo pensiero gli distolse il cervello da quella faticosa inchiesta d’interrogazioni così ben riuscita infin allora. «Ha preso molto selvatico?»si decise a dimandar la Doretta vedendolo tacere e non volendo trascurare una sì peregrina occasione di trastullarsi. «Oh!»sclamò il giovine, come accorgendosi solo in quel momento di aver il fucile ad armacollo. «L’avverto che ha dimenticato a casa la pietra!»continuò la furbetta. «O sarebbe un’arma di nuovo stampo?» L’archibugio di Leopardo rimontava alla prima generazione delle armi da fuoco, e converrebbe averlo veduto per capire tutta la malizia di quella finta ingenuità.» «È un antico schioppo di famiglia»rispose gravemente il giovine che ci avea meditato sopra assai e ne conosceva per tradizione nascita vita e miracoli. «Esso ha combattuto in Morea col mio trisarcavolo; mio nonno ha ucciso col medesimo ventidue beccaccini in un giorno; cosa che potrebbe fin sem-
Le Confessioni di un italiano - Parte I di Ippolito Nievo