latore

[la-tó-re]
In sintesi
chi porta qualcosa, un pacco o una lettera; chi si assume l'incarico di un recapito
← dal lat. latōre(m), deriv. di tus, part. pass. di rre ‘portare’.
s.m.
(pl. m. -ri; f. -trìce, pl. -ci)

BUR Chi recapita qualcosa al destinatario: il l. di una lettera, di un messaggio, di un pacco

Citazioni
i vestimenti toccanti le verdi erbette, nate di propio volere ne’ lieti prati, tal volta più ad alto rimira, e discerne la tonda gamba da niuno calzamento coperta; e bene che ombrosa per li circunstanti panni la vegga, bianchissima, gli scoperti membri guardando, la sente. Egli disidererebbe di vedere più avanti, ma invano vi s’affaticano gli occhi suoi; e perciò, venuta già quella tanto avanti che libera li rimanea dell’altra la vista, levò da quella le luci, sopra l’altra fermandole con non minore maraviglia. E poi che egli ha lei, vegnente in maturo abito, in mezzo delle prime a quello luogo venute, per ispazio grandissimo riguardata, non sappiendo come esser si possa vero ch’egli vegga tanto di bene quanto vede, e alcuna volta fra sé si pensa dormire, e dormendo essere agli scanni superiori tirato a veder quelle, e poi dice: “Io non dormo”; e, non affermandolo, ne rimane in dubbio; e pur rimira ciò che agli occhi gli aggrada. Egli d’alta statura, vestita di vestimenti rosati, non meno caramente fimbriati che’ primi, la vede; benché l’aurea fibula, tenente dell’altra il mantello, nel mezzo del petto di lei rilucesse, a costei risplendea  sopra  la  destra  spalla.  E  quello,  sottilissimo,  da  essa  in  piega raccolto sotto il sinistro braccio e sopra quello rigittato, mostrando il verde rovescio, ricade verso terra, libera lasciando la mano nella quale fiori, colti per li venuti boschi, portava; ma ciò che di quello dalla destra spalla ricade, mosso alcuna volta dal vento, si stende in lunga via: la qual cosa similemente lo  sparato  vestire  dalle  latora  va  faccendo.  La  testa  sua,  con  leggiadretta ghirlanda di provinca coperta, i biondi capelli da velo alcuno non coperti mostrava,  de’  quali,  non  so  come  legati,  ricadeva  sopra  ciascuna  tempia bionda ciocchetta; le quali lei, di ciò non curante, rendevano sì vezzosa che Ameto n’avea maraviglia; il quale, il suo viso mirando, loda la spedita fronte e le non irsute ciglia ma piane; e tali nei suoi gli occhi di colei gli appariscono quali e gli occhi e l’altre bellezze di Filomena al tiranno di Trazia si mostrarono. Le candide guance, non d’altra bellezza cosperse che nella bianca rosa si vegga, non veduta dal sole, gli dànno materia di commendarle, e il naso,  nel  suo  luogo  ben  ricadente,  con  la  bellezza  di  sé  supplirebbe,  se altrove avesse difetto; la picciola bocca vermiglia e nel suo atto ridente, col sottoposto mento, compreso in picciol cerchio, hanno forza di farsi lodare al riguardante, il quale più tosto l’appetito che l’occhio, se elli potessi, ne pascerebbe. Ma poi che egli, con intenta cura la candida gola e il diritto collo  e  del  petto  e  degli  omeri  quella  parte,  che  il  vestir  non  gli  toglie, speculate, tutte le loda, e con quelle gli altri membri, e i palesi e i nascosi; e
Comedia delle ninfe fiorentine di Giovanni Boccaccio