largheggiare

[lar-gheg-già-re]
In sintesi
essere generoso, concedere largamente
← deriv. di largo.
v.intr.

(larghéggio, -gi, larghéggiano; largheggiànte; largheggiàto) (aus. avere) Usare larghezza, dare con larghezza; abbondare: largheggia di promesse; il professore non ha certo largheggiato nei voti CONT. lesinare

Citazioni
voleva ottenere dal consenso delle poche suore rimaste e colla debita licenza dei superiori di erogarne le entrate al primo impianto d’una casa e d’un collegio di novizi. Peraltro il governo pareva alieno dal favoreggiare quest’idea; anzi l’avvocato Ormenta, che la caldeggiava, era in voce di dover essere giubilato. Da questa notizia io capii tutto il maneggio di quella faccenda e come quei dabben sacerdoti primi fondatori dell’istituto fossero stati ubbidientissimi burattini nelle mani del padre Pendola. Ma già anche per costui poco dovea durare la cuccagna; infatti morì anch’esso senza vedere i reverendi Padri stabiliti in Venezia. Buoni e tristi, tutti alla lunga dobbiamo andare. Al padre Pendola non mancarono né epitaffi né satire né panegirici né libelli. Chi voleva canonizzarlo e chi seppellirne in acqua il cadavere. Egli avea supplicato, morendo, quelli che lo assistevano di essere dimenticato come un indegno servo del Signore; né credeva che lo avrebbero ubbidito così appuntino. Dopo una settimana non se ne parlava già più, e di tanta ambizione null’altro era rimasto che un vecchio e marcio carcame ravvolto in una tonaca e inchiodato fra quattro assi d’abete. Nemmeno gli avean lustrato la cassa come si usa ai morti di rilievo! Che ingratitudine!... In fin dei conti poi credo che la Curia patriarcale fu contenta di essere liberata dal pericoloso aiuto d’un sì furbo zelatore della gloria di Dio e dei proprii interessi. Uscivano i vecchi attori, entravano i nuovi. Demetrio Apostulos, il primogenito di Spiro aveva vent’anni; Teodoro, il secondo, toccava i diciotto. I miei due stavano fra i dieci ed i dodici. Donato ne aveva tre, fra i sedici e i ventidue, tre robusti giovinotti davvero, che guai se fossero stati in età al tempo delle ultime leve napoleoniche!... Allora si continuava bensì anno per anno la coscrizione, in onta ai largheggianti proclami della Santa Alleanza; ma facilmente si concedevano gli scambi, e colla pace che si prevedeva lunghissima e profonda, molti infingardi concorrevano volentieri ai ben pasciuti ozii della milizia. La giovine generazione accennava all’antica di ritrarsi; poteva anche accennare superbamente, come poco contenta di noi; non avrebbe avuto il torto. Ma al contrario ci ammirava come aiutatori e testimoni di grandi imprese, di generosi tentativi, di incredibili portenti: pareva ci dicesse: «Dirigetemi, acciocchè non cada dove voi siete caduti!...». Ci voleva altro che direzione; ci voleva nerbo e non ne avevamo più; ci abbisognava la concordia, e avean saputo renderla impossibile. Al milleottocentodiciannove durava in Europa quell’inquietudine nervosa che dura in un corpo dopo la corsa sfrenata e trafelante di alcune ore; Op. Grande biblioteca della letteratura italiana  ACTA   G. D’Anna   Thèsis   Zanichelli
Le Confessioni di un italiano - Parte II di Ippolito Nievo