inalienabile

[i-na-lie-nà-bi-le]
In sintesi
non cedibile o donabile
1
DIR Che non può essere trasferito ad altri: beni inalienabili
2
estens. Da cui non si può prescindere, di cui non ci si può privare: la libera espressione è un diritto i. dell'uomo

Citazioni
leggi. La tortura è stata abolita nella Svezia, abolita da uno de’ più saggi monarchi dell’Europa, che avendo portata la filosofia sul trono, legislatore amico  de’  suoi  sudditi,  gli  ha  resi  uguali  e  liberi  nella  dipendenza  delle leggi, che è la sola uguaglianza e libertà che possono gli uomini ragionevoli esigere nelle presenti combinazioni di cose. La tortura non è creduta necessaria dalle leggi degli eserciti composti per la maggior parte della feccia delle nazioni, che sembrerebbono perciò doversene più d’ogni altro ceto servire. Strana cosa, per chi non considera quanto sia grande la tirannia dell’uso, che le pacifiche leggi debbano apprendere dagli animi induriti alle stragi ed al sangue il più umano metodo di giudicare. Questa  verità  è  finalmente  sentita,  benchè  confusamente,  da  quei medesimi che se ne allontanano. Non vale la confessione fatta durante la tortura se non è confermata con giuramento dopo cessata quella, ma se il reo non conferma il delitto è di nuovo torturato. Alcuni dottori ed alcune nazioni non permettono questa infame petizione di principio che per tre volte; altre nazioni ed altri dottori la lasciano ad arbitrio del giudice: talchè di  due  uomini  ugualmente  innocenti  o  ugualmente  rei,  il  robusto  ed  il coraggioso sarà assoluto, il fiacco ed il timido condannato in vigore di questo esatto raziocinio: Io giudice dovea trovarvi rei di un tal delitto; tu vigoroso hai saputo resistere al dolore, e però ti assolvo; tu debole vi hai ceduto, e però ti condanno. Sento che la confessione strappatavi fra i tormenti non avrebbe alcuna forza, ma io vi tormenterò di nuovo se non confermerete ciò che avete confessato. Una  strana  conseguenza  che  necessariamente  deriva  dall’uso  della tortura è che l’innocente è posto in peggiore condizione che il reo; perchè, se ambidue sieno applicati al tormento, il primo ha tutte le combinazioni contrarie, perchè o confessa il delitto, ed è condannato, o è dichiarato innocente, ed ha sofferto una pena indebita; ma il reo ha un caso favorevole per sè, cioè quando, resistendo alla tortura con fermezza, deve essere assoluto come innocente; ha cambiato una pena maggiore in una minore. Dunque l’innocente non può che perdere e il colpevole può guadagnare. La legge che comanda la tortura è una legge che dice: Uomini, resistete al dolore, e se la natura ha creato in voi uno inestinguibile amor proprio, se vi ha dato un inalienabile diritto alla vostra difesa, io creo in voi un affetto tutto contrario, cioè un eroico odio di voi stessi, e vi comando di accusare voi medesimi, dicendo la verità anche fra gli strappamenti dei muscoli e gli slogamenti delle ossa. Op. Grande biblioteca della letteratura italiana  ACTA   G. D’Anna   Thèsis   Zanichelli
Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria