etereo

[e-tè-re-o]
In sintesi
celestiale, puro; poco definibile, vago, impalpabile
← dal lat. aetherĕu(m), variante di aetherĭus, dal gr. aithérios.
agg.
(pl. m. -rei ; f. -rea , pl. -ree )

1
Che dell'etere, che si trova nell'etere: spazio e. ; sostanza eterea
|| poet. Del cielo, celeste: sotto l'e. padiglion rotarsi / più Mondi ( Foscolo )
2
fig. Puro, limpido, incorporeo: bellezza eterea

Citazioni
Dalle magioni eteree sgorga una fonte, e scende,
e nel borron de’ triboli vivida si distende:
stillano mele i tronchi dove copriano i bronchi,
ivi germoglia il fior.
Inni Sacri di Alessandro Manzoni
Balzò l’eterea vetta, e d’improvviso
Di tutta luce biondeggiò l’Olimpo.
Poesie giovanili di Alessandro Manzoni
Or sempre loderollo, o ch’io ti miri
Veleggiar tra le nubi, o che serena
Dominatrice dell’etereo campo,
Questa flebil riguardi umana sede.
Me spesso rivedrai solingo e muto
Errar pe’ boschi e per le verdi rive,
O seder sovra l’erbe, assai contento
Se core e lena a sospirar m’avanza.
Canti di Giacomo Leopardi
Fur queste efficacissime parole
folli, ch’al folle cor soffiaro orgoglio,
ond’irritato abbandonò del Sole
senza far motto il lampeggiante soglio
e, ruinando dal’eterea mole
inver le piagge del materno scoglio,
corse col tratto dele penne ardenti,
più che vento leggier, le vie de’ venti.
L'Adone di Giovan Battista Marino
Né sa che cosa carreggiasse intorno
ad uno sconosciuto astro di vita,
allora forse di su lui cantando
i viatori per la via tranquilla;
quando urtò, forviò, si spezzò, corse
in fumo e fiamme per gli eterei borri,
precipitando contro il nostro Sole,
versando il suo tesoro oltresolare:
stelle; che accese in un attimo e spente,
rigano il cielo d’un pensier di luce.
Canti di Castelvecchio di Giovanni Pascoli
L’etereo fiato, o quel che il Caramano
Fa gemer latte dall’inciso capo
De’ papaveri suoi; perchè se mai
Non ben felice amor l’alma t’attrista,
Lene serpendo per li membri acquete
A te gli spirti, e ne la mente induca
Lieta stupidità che mille adune
Imagin dolci e al tuo desio conformi.
Il Giorno di Giuseppe Parini
L’udì Armonia E giubilando l’etere commosse.
Le Grazie di Ugo Foscolo