diniego

[di-niè-go]
In sintesi
negazione, rifiuto
← deriv. di diniegare.
s.m.
(pl. -ghi)

Rifiuto, negazione: opporre un d.; rispondere con un atto di d.; scosse la testa in segno di d.

Citazioni
«Or dunque mi risponda a tono» riprese il Venchieredo fa ella il prete o il contrabbandiere? «Eccellenza... ella ha voglia di scherzare!» «Di scherzare io? Si figuri, reverendo!... Mi sono alzato all’alba; e quando ciò mi succede, non è già per voglia di scherzare!... Vengo a dirle netto e tondo che se il signor Conte di Fratta non è capace di tutelare gl’interessi della Serenissima, ci son qua io poco lontano, che me ne sento in grado. Ella accoglie in casa sua contrabbandi e contrabbandieri... No, no, reverendo!... non serve il diniegare col capo... Ci abbiamo anche i testimoni, e all’uopo si potrà citarlo in giudizio, o andare intesi colla Curia.» «Misericordia!» sclamò il Cappellano. «Or dunque» proseguì il feudatario «siccome non mi garba per nulla a me la vicinanza di cotali combriccole, sarei a pregarla di cambiar aria a suo talento, prima che si possa essere indotti a fargliela cambiare per forza.» «Cambiar aria? Cosa vuol dire?... cambiar aria io? come? si spieghi Eccellenza!» «Ecco, voglio dire, che se la potesse ottenere una prebenda in montagna, la mi userebbe una vera finezza!» «In montagna?» continuò sempre più stupefatto il Cappellano. «Io in montagna? Ma non è possibile, Eccellenza! Io non so nemmeno dove sieno le montagne!» «Eccole là» soggiunse il signore accennando fuori dalla finestra. Ma il castellano avea fatto i conti senza valutar la timidità eccessiva del prete. In alcuni esseri rozzi semplici modesti ma interi e primitivi, la timidità tien luogo alle volte di coraggio; e allora al Cappellano quel dover incominciare una vita nuova in paese nuovo con gente a lui sconosciuta, sembrò una fatica più grave e formidabile di quella di morire. Era nato a Fratta, lì aveva le sue radici e sentiva che a sbarbicarlo di quel paese lo si avrebbe addirittura ammazzato. «No, Eccellenza» rispose egli con intonazione più sicura che non avesse mai avuto per lo addietro. «Bisogna ch’io muoia a Fratta come vi sono vissuto; e quanto alla montagna se mi vi manderanno, dubito di giungervi vivo.» «Or bene» riprese alzandosi il tirannello. «La vi arriverà morto; ma o in un modo o nell’altro io l’assicuro che il manutengolo dello Spaccafumo non resterà cappellano a Fratta. Questo le serva di regola.»
Le Confessioni di un italiano - Parte I di Ippolito Nievo