digradare

[di-gra-dà-re]
digràdo
In sintesi
scendere di un grado inferiore; essere in declivio; diminuire di intensità, di importanza
← lat. tardo degradāre, comp. di dē- ‘de-’ e un deriv. di grădus ‘passo, scalino, grado’.

A
v.intr.
(aus. avere o essere)

1
Diminuire, scendere gradatamente: venimmo al punto dove si digrada (Dante) || estens. Abbassarsi gradatamente: montagne che digradano CONT. salire, elevarsi
2
fig., lett. Scemare, smorzarsi, diminuire d'intensità: colori che digradano dall'arancione al giallo; un sentimento che digrada SIN. attenuarsi CONT. accrescersi, rafforzarsi

B
v.tr.

1
Diminuire, attenuare gradatamente || Digradare i colori, sfumarli; disporli secondo una graduale scala cromatica
2
Nello spazio, collocare, disporre in prospettiva
3
ant. Degradare

Citazioni
Noi aggirammo a tondo quella strada,
parlando più assai ch’i’ non ridico;
venimmo al punto dove si digrada:
quivi trovammo Pluto, il gran nemico.
Divina Commedia di Dante Alighieri
Ma tosto ruppe le dolci ragioni
un alber che trovammo in mezza strada,
con pomi a odorar soavi e buoni;

e come abete in alto si digrada
di ramo in ramo, così quello in giuso,
cred’io, perché persona sù non vada.
Divina Commedia di Dante Alighieri
Nel giallo de la rosa sempiterna,
che si digrada e dilata e redole
odor di lode al sol che sempre verna,

qual è colui che tace e dicer vole,
mi trasse Bèatrice, e disse: “Mira
quanto è ’l convento de le bianche stole!
Divina Commedia di Dante Alighieri