concomitante

[con-co-mi-tàn-te]
In sintesi
coesistente, simultaneo
← dal lat. concomitănte(m), part. pres. di concomitāri ‘accompagnare’.
agg.
(pl. -ti)

Che accompagna, che concorre con altra causa a produrre un determinato effetto: le circostanze concomitanti di un delitto || DIR Fatto concomitante, che concorre a produrre una prova

Citazioni
che accade alla parte opposta F, la quale, mentre dal comune moto annuo è portata, insieme con tutto il globo, verso la sinistra, vien dalla conversion diurna portata ancor verso la destra, talché il moto diurno viene a detrarre all’annuo, per lo che il movimento assoluto, resultante dal componimento di amendue, ne riman ritardato assai: intorno poi a i punti E, G il moto assoluto viene a restare come eguale al semplice annuo, avvenga che il diurno niente o poco gli accresce o gli detrae, per non tendere né a sinistra né a destra, ma in giù ed in su concludiamo per tanto, che sì come è vero che il moto  di  tutto  il  globo  e  di  ciascuna  delle  sue  parti  sarebbe  equabile  ed uniforme quando elle si movessero d’un moto solo, o fusse il semplice annuo o fusse il solo diurno, così è necessario che, mescolandosi tali due moti insieme,  ne  risultino  per  le  parti  di  esso  globo  movimenti  difformi,  ora accelerati  ed  ora  ritardati,  mediante  gli  additamenti  o  suttrazioni  della conversion diurna alla circolazione annua. Onde se è vero (come è verissimo, e l’esperienza ne dimostra) che l’accelerazione e ritardamento del moto del vaso faccia correre e ricorrere nella sua lunghezza, alzarsi ed abbassarsi nelle sue estremità, l’acqua da esso contenuta, chi vorrà por difficultà nel concedere che tale effetto possa, anzi pur debba di necessità, accadere all’acque marine, contenute dentro a i vasi loro soggetti a cotali alterazioni, e massime in quelli che per lunghezza si distendono da ponente verso levante, che è il verso per il quale si fa il movimento di essi vasi? Or questa sia la potissima e primaria causa del flusso e reflusso, senza la quale nulla seguirebbe di tale effetto. Ma perché multiplici e varii sono gli accidenti particolari che in diversi luoghi e tempi si osservano, i quali è forza che da altre diverse cause concomitanti dependano, se ben tutte devono aver connessione con la primaria, però fa di mestiero andar proponendo ed esaminando i diversi accidenti che di tali diversi effetti possano esser cagioni. Il  primo  de’  quali  è,  che  qualunque  volta  l’acqua,  mercé  d’un  notabile ritardamento o accelerazione di moto del vaso suo contenente, avrà acquistata  cagione  di  scorrere  verso  questa  o  quella  estremità,  e  si  sarà  alzata nell’una ed abbassata nell’altra, non però resterà in tale stato, quando ben cessasse la cagion primaria, ma, in virtù del proprio peso e naturale inclinazione di livellarsi e librarsi, tornerà per se stessa con velocità in dietro; e, come grave e fluida, non solo si moverà verso l’equilibrio, ma, promossa dal proprio impeto, lo trapasserà, alzandosi nella parte dove prima era più bassa; né qui ancora si fermerà, ma di nuovo ritornando in dietro, con più
Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo di Galileo Galilei