concione

[con-ció-ne]
In sintesi
discorso solenne; discorso ampolloso e retorico
← dal lat. contiōne(m) ‘assemblea’, da *conventiōne(m), comp. di m ‘con’ e venīre ‘venire’.
1
Discorso solenne fatto in pubblico || Discorso pubblico pretenzioso e retorico || Discorso che, in un'opera, è pronunciato da un personaggio
2
ST Pubblica assemblea, adunata di popolo: chiamare il popolo a c.

Citazioni
Cederono a questa sua opinione i Senatori; e quello chiamò il popolo a concione, avendo rinchiuso in palagio il Senato; e disse com’egli era venuto il tempo che potevano domare la superbia della Nobilità, e vendicarsi delle ingiurie ricevute da quella, avendogli rinchiusi tutti sotto la sua custodia
Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio di Niccolo Machiavelli
E quando queste opinioni fossero false e’ vi è il rimedio delle concioni, che surga qualche uomo da bene, che, orando, dimostri loro come ei s’ingannano: e li popoli, come dice Tullio, benché siano ignoranti, sono capaci della verità, e facilmente cedano, quando da uomo degno di fede è detto loro il vero. Debbesi adunque più parcamente biasimare il governo romano
Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio di Niccolo Machiavelli
E tanto fu potente questa accusa che Menenio, fatta una concione e dolutosi delle calunnie dategli da’ Nobili, depose la dittatura, e sottomessesi al giudizio che di lui fusse fatto dal Popolo, e dipoi, agitata la causa sua, ne fu assoluto: dove si disputò assai, quale sia più ambizioso o quel che vuole mantenere o quel che vuole acquistare; perché facilmente l’uno e l’altro appetito può essere cagione di tumulti grandissimi.
Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio di Niccolo Machiavelli