circospetto

[cir-co-spèt-to]
In sintesi
prudente, cauto
← dal lat. circumspĕctu(m), propr. part. pass. di circumspicĕre ‘guardare in giro, badare’.
agg.

ant. circonspetto Che agisce in modo guardingo e prudente: uomo per natura c. || Che rivela cautela, prudenza: un'aria circospetta; un fare c. || Andare, avanzare circospetto, con cautela SIN. accorto, cauto

Citazioni
Che peccato che l’artiglierie non fussero al tempo di Aristotile! Avrebbe ben egli con esse espugnata l’ignoranza, e parlato senza punto titubare delle cose del mondo. Ho avuto molto caro che queste ragioni vi sien giunte nuove, acciò che voi non restiate nell’opinione della maggior parte de i Peripatetici, che credono che se alcuno si parte dalla dottrina d’Aristotile, ciò avvenga da non avere intese né penetrate ben le sue dimostrazioni. Ma voi sentirete sicuramente dell’altre  novità,  e  sentirete  da  questi  seguaci  del  nuovo  sistema  produr contro a se stessi osservazioni, esperienze e ragioni di forza assai maggiore che le prodotte da Aristotile e Tolomeo o da altri oppugnatori delle medesime conclusioni, e così verrete a certificarvi che non per ignoranza o inesperienza si sono indotti a seguir tale opinione. Egli è forza che con questa occasione io vi racconti alcuni accidenti occorsimi da poi in qua ch’io cominciai a sentir parlare di questa opinione. Essendo assai giovanetto, che appena avevo finito il corso della filosofia, tralasciato poi  per  essermi  applicato  ad  altre  occupazioni,  occorse  che  certo oltramontano di Rostochio, e credo che ‘l suo nome fosse Cristiano Vurstisio, seguace  dell’opinione  del  Copernico,  capitò  in  queste  bande,  ed  in  una Accademia fece dua o ver tre lezzioni in questa materia, con concorso di uditori, e credo più per la novità del suggetto che per altro: io però non v’intervenni, avendo fatta una fissa impressione che tale opinione non potesse essere altro che una solenne pazzia. Interrogati poi alcuni che vi erano stati, sentii tutti burlarsene, eccettuatone uno che mi disse che ‘l negozio non era ridicolo del tutto; e perché questo era reputato da me per uomo intelligente assai e molto circospetto, pentitomi di non vi essere andato, cominciai da quel tempo in qua, secondo che m’incontravo in alcuno che tenesse  l’opinione  Copernicana,  a  domandarlo  se  egli  era  stato  sempre dell’istesso parere; né per molti ch’io n’abbia interrogati, ho trovato pur un solo che non m’abbia detto d’essere stato lungo tempo dell’opinion contraria, ma esser passato in questa mosso dalla forza delle ragioni che la persuadono: esaminatigli poi ad uno ad uno, per veder quanto bene e’ possedesser le ragioni dell’altra parte, gli ho trovati tutti averle prontissime, tal che non ho potuto veramente dire che per ignoranza o per vanità o per far, come si dice,  il  bello  spirito  si  sieno  gettati  in  questa  opinione.  All’incontro,  di quanti io abbia interrogati de i Peripatetici e Tolemaici (che per curiosità ne ho interrogati molti), quale studio abbiano fatto nel libro del Copernico, ho trovatopochissimi che appena l’abbiano veduto, ma di quelli ch’io creda che l’abbiano inteso, nessuno: e de i seguaci pur della dottrina peripatetica ho cercato d’intendere se mai alcuno di loro ha tenuto l’altra opinione, e
Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo di Galileo Galilei
o se discorreva, s’infiammava d’improvviso; i suoi occhi metteano paura, e talvolta fra il discorso gli abbassava inondati di pianto. Odoardo si fe’ più circospetto, e sospettò la cagione del cangiamento di Jacopo. Così passò tutto Giugno. Il misero giovine diveniva ogni dì più tetro ed infermo; nè scriveva più alla sua famiglia, nè rispondeva alle mie lettere. Spesso fu veduto da’ contadini cavalcare a briglia sciolta per luoghi scoscesi, e in mezzo alle fratte e a traverso de’ fossi, ed è maraviglia com’ei non sia pericolato. Una mattina il pittore stando a ritrarre la prospettiva de’ monti, udì la sua voce fra il bosco: gli si accostò di soppiatto, e intese ch’ei declamava una scena del Saule. Allora gli riuscì di disegnare il ritratto dell’Ortis, che sta in fronte a questa edizione, appunto quand’ei si soffermava pensoso dopo avere proferito que’ versi dell’atto Il, scena I. ... Precipitoso Già mi sarei fra gl’inimici ferri Scagliato io da gran tempo; avrei già tronca Così la vita orribile ch’io vivo. Poi lo vide arrampicarsi sino alla cima della montagna, guardare all’ingiù risolutamente con le braccia aperte, e tutto ad un tratto arretrarsi esclamando: O madre mia! Una domenica rimase a desinare in casa T***. Pregò Teresa perchè suonasse, e le porse l’arpa egli stesso. Mentr’ella incominciava, entrò suo padre e le s’assise da canto. Jacopo pareva inondato da una dolce mestizia e il suo aspetto si andava rianimando; ma a poco a poco chinò la testa, e ricadde in una malinconia più compassionevole di prima. Teresa lo sogguardava, e sforzavasi di reprimere il pianto: Jacopo se n’avvide, nè potendosi contenere, s’alzò e partì. Il padre intenerito si voltò a Teresa dicendole: O figlia mia, tu vuoi dunque precipitare teco noi tutti? A queste parole le sgorgarono d’improvviso le lagrime; si gittò fra le braccia di suo padre, e gli confessò. In questa entrava Odoardo; e la subita partenza di Jacopo, e l’atteggiamento di Teresa, e il turbamento del signore T*** lo raffermarono ne’ suoi dubbj. Queste cose le ho udite dalla bocca di Teresa. Il dì seguente, che fu la mattina de’ 7 luglio, Jacopo andò da Teresa, e vi trovò lo sposo, e il pittore che le faceva il ritratto nuziale. Teresa confusa e tremante uscì in fretta come per badare a qualche cosa di cui si era dimenticata; ma passando davanti a Jacopo gli disse ansiosamente sottovoce: Mio padre sa tutto. Ei non fe’ motto nè cambiò viso; passeggiò tre o quattro volte su e giù per Op. Grande biblioteca della letteratura italiana  ACTA   G. D’Anna   Thèsis   Zanichelli
Le ultime lettere di Iacopo Ortis di Ugo Foscolo