azzimare

[aʒ-ʒi-mà-re]
àzzimo o azzìmo
In sintesi
vestito con ricercatezza, adornare con cura
← dal provenz. azesmar, che continua il lat. adaestimāre ‘apprezzare’; cfr. accismare.
v.rifl.

azzimàrsi Agghindarsi, adornarsi con ricercatezza: quanto più si azzima, tanto par più vecchia (Firenzuola)

Citazioni
Ché per questo comento la gran bontade del volgare di sì [si vedrà]; però che si vedrà la sua vertù, sì com’è per esso altissimi e novissimi concetti convenevolemente, sufficientemente e acconciamente, quasi come per esso latino, manifestare; [la quale non si potea bene manifestare] ne le cose rimate, per le accidentali adornezze che quivi sono connesse, cioè la rima e lo ri[tim]o e lo numero regolato: sì come non si può bene manifestare la bellezza d’una donna, quando li adornamenti de l’azzimare e de le vestimenta la fanno più ammirare che essa medesima.
Convivio di Dante Alighieri
Quando capitavano al castello signori del vicinato coi loro ragazzini ben vestiti e azzimati, e con collaretti stoccati e berrettini colla piuma, la Pisana lasciava da un canto me per far con essi la vezzosa; e io prendeva un broncio da non dire a vederla far passettini e torcer il collo come la gru, e incantarli colla sua chiaccolina dolce e disinvolta. Correva allora allo specchio della Faustina a farmi bello anch’io; ma ahimè che pur troppo m’accorgeva di non potervi riescire.
Le Confessioni di un italiano di Ippolito Nievo
Egli animava accendeva trascinava tutti quegli spiriti azzimati cincischiati, ma tiepidi e cascanti.
Le Confessioni di un italiano di Ippolito Nievo