alterigia

[al-te-rì-gia]
In sintesi
presunzione di sé, orgogliosamente ostentata
s.f.
(pl. -gie)

Eccessiva e superba stima di sé; presunzione: essere pieno di a.; trattare qualcuno con a. SIN. boria, superbia

Citazioni
Io vidi in Firenze uno che strascinando, a modo di bestia da tiro, come olà è stile, un carro colmo di robe, andava con grandissima alterigia gridando e comandando alle persone di dar luogo; e mi parve figura di molti che vanno pieni d’orgoglio, insultando agli altri, per ragioni non dissim li da quella che causava l’alterigia in colui, cioè tirare un carro.
Pensieri di Giacomo Leopardi
Ed è vezzo assai comune degli uomini mediocri, di usare alterigia e disdegno cogl’indifferenti e con chi mostra curarsi di loro, e ad un segno o ad un sospetto che abbiano di noncuranza, divenire umili per non soffrirla, e spesso ricorrere ad atti vili.
Pensieri di Giacomo Leopardi
Si vedevano degli occhietti già lucenti d’alterigia e di gelosia, dei visetti accesi, dei piagnistei, che andavano poi a sfogarsi nell’orecchio delle mamme, in parlatorio.
Mastro don Gesualdo di Giovanni Verga
Si vedevano degli occhietti già lucenti d’alterigia e di gelosia, dei visetti accesi, dei piagnistei, che andavano poi a sfogarsi nell’orecchio delle mamme, in parlatorio.
Le Confessioni di un italiano di Ippolito Nievo
Ed ecco alfine il fin, prendete essempio
temerari superbi! a cui soggiace
l’alterigia mortal, che giusto scempio
dal ciel aspetta, e l’insolenza audace.
Orlando furioso di Ludovico Ariosto