affastellare

[af-fa-stel-là-re]
affastèllo
In sintesi
riunire legna; annucchiare, ammassare
1
Legare, raccogliere in fastelli
2
fig. Ammucchiare confusamente: a. parole, argomenti, opinioni contrastanti
3
ass. Nella recitazione teatrale, dire le battute in modo affrettato e confuso

Citazioni
– Per voi tirerei su tutta la casa, tirerei! Ella, per non farsi rossa, gli tirò un ceppo che aveva sottomano, e non lo colse per miracolo. – Spicciamoci, che le chiacchiere non ne affastellano sarmenti. – Se fossi ricco, vorrei cercarmi una moglie come voi, gnà Santa. – Io non sposerò un re di corona come la gnà Lola, ma la mia dote ce l’ho anch’io, quando il Signore mi manderà qualcheduno. – Lo sappiamo che siete ricca, lo sappiamo! – Se lo sapete allora spicciatevi, ché il babbo sta per venire, e non vorrei farmi trovare nel cortile. Il babbo cominciava a torcere il muso, ma la ragazza fingeva di non accorgersi, poiché la nappa del berretto del bersagliere gli aveva fatto il solletico dentro il cuore, e le ballava sempre dinanzi gli occhi. Come il babbo mise Turiddu fuori dell’uscio, la figliuola gli aprì la finestra, e stava a chiacchierare con lui tutta la sera, che tutto il vicinato non parlava d’altro. – Per te impazzisco, diceva Turiddu, e perdo il sonno e l’appetito. – Chiacchiere. – Vorrei essere il figlio di Vittorio Emanuele per sposarti! – Chiacchiere. – Per la Madonna che ti mangerei come il pane! – Chiacchiere! – Ah! sull’onor mio! – Ah! mamma mia! Lola che ascoltava ogni sera, nascosta dietro il vaso di basilico, e si faceva pallida e rossa, un giorno chiamò Turiddu. – E così, compare Turiddu, gli amici vecchi non si salutano più? – Ma! sospirò il giovinotto, beato chi può salutarvi! – Se avete intenzione di salutarmi, lo sapete dove sto di casa! rispose Lola. Turiddu tornò a salutarla così spesso che Santa se ne avvide, e gli batté la finestra sul muso. I vicini se lo mostravano con un sorriso, o con un moto del capo, quando passava il bersagliere. Il marito di Lola era in giro per le fiere con le sue mule. – Domenica voglio andare a confessarmi, ché stanotte ho sognato dell’uva nera, disse Lola. – Lascia stare! lascia stare! supplicava Turiddu.
Vita dei campi di Giovanni Verga