accolito

[ac-cò-li-to]
In sintesi
laico con il quarto ordine minore; seguace; accompagnatore
1
ECCL Laico che ha ricevuto l'accolitato, cioè il quarto degli ordini minori || estens. Chi serve all'altare
2
fig. Chi segue o serve assiduamente e spesso servilmente una persona autorevole: sta arrivando il direttore con tutti i suoi accoliti

Citazioni
volta a giuocare. Ma senza notabile perdita né vincita mai, ben presto mi tediai anche del giuoco, come d’ogni altro mio passatempo in Parigi; onde mi determinai di partirne in gennaio per Londra; stufo di Parigi, di cui non conoscea pure altro che le strade; e sul totale già molto raffreddato nella smania di veder cose nuove; tutte sempre trovandole di gran lunga inferiori, non che agli enti immaginari ch’io mi era andati creando nella fantasia, ma agli stessi oggettireali già da me veduti nei diversi luoghi d’Italia; talché in Londra poi terminai d’imparare a ben conoscere e prezzare e Napoli, e Roma, e Venezia, e Firenze. Prima ch’io partissi per Londra, avendomi proposto l’ambasciatore di presentarmi a corte in  Versailles, io accettai per una certa curiosità di vedere una corte maggiore delle già vedute da me sin allora, benché fossi pienamente disingannato su tutte. Ci fui pel capo d’anno del 1768, giorno anche più curioso attese le varie funzioni che vi si praticano. Ancorché io fossi prevenuto che il re non parlava ai forestieri comuni, e che certo poco m’importasse di una tal privazione, con tutto ciò non potei inghiottire il contegno giovesco di quel regnante, Luigi XV, il quale squadrando l’uomo presentatogli da capo a piedi, non dava segno di riceverne impressione nessuna; mentre se ad un gigante si dicesse: “Ecco ch’io gli presento una formica”: egli pure guardandola, o sorriderebbe, o direbbe forse: “Oh che piccolo animaluzzo!”; o se anche il tacesse, lo direbbe il di lui viso per esso. Ma quella negativa di sprezzo non mi afflisse poi più allorquando, pochi momenti  dopo,  vidi  che  il  re  andava  spendendo  la  stessa  moneta  delle  sue occhiate sopra degli oggetti tanto più importanti che non m’era io. Fatta una breve preghiera fra due suoi prelati, di cui l’uno, se ben mi ricordo, era cardinale, il re si avviò per andare alla cappella, e fra due porte gli si fece incontro il preposto della Mercanzia, primo uffiziale della Municipalità di Parigi, e gli balbettò un complimentuccio d’uso pel capo d’anno. Il taciturno sire gli rispose con un’alzata di testa: e rivoltosi ad uno de’ suoi cortigiani che lo seguivano, domandò dove fossero rimasti les echevins, che sono i consueti accoliti del suddetto preposto. Allora una voce cortigianesca uscita così a mezzo dalla turba di essi, facetamente disse: Ils sont restés embourbés. Rise tutta la corte, e lo stesso monarca sorrise, e passò oltre verso la messa che lo aspettava. La incostante fortuna poi volle, che in poco più di vent’anni io vedessi in Parigi nel Palazzo della Città un altro Luigi re ricevere assai più benignamente un altro assai diverso complimento fattogli da altro preposto
Vita di Vittorio Alfieri